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Lunedì, 22 Giugno 2026 08:58

Assegno Unico 2026: ISEE entro il 30 giugno per ottenere gli arretrati

 

Le famiglie che stanno percependo l'importo minimo, perché non hanno ancora presentato un ISEE 2026 valido, hanno tempo fino al 30 giugno per aggiornare la propria situazione economica e ottenere gli eventuali arretrati spettanti a partire da marzo.

Perché è importante la scadenza del 30 giugno

La normativa prevede che chi presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottiene un ISEE valido entro il 30 giugno possa ricevere gli importi spettanti in base alla propria fascia economica con effetto retroattivo dalla mensilità di marzo, mese in cui prende il via la nuova annualità dell'Assegno Unico.

Se l'ISEE risulta non superiore a 46.582,71 euro, l'INPS ricalcolerà l'importo dovuto e corrisponderà anche le differenze maturate nei mesi precedenti.

Al contrario, chi non presenta un ISEE entro questa data continuerà a percepire l'importo minimo previsto dalla normativa.

Cosa succede se l'ISEE viene presentato dopo il 30 giugno?

Presentare l'ISEE dopo il 30 giugno non comporta la perdita del diritto all'Assegno Unico, ma fa venir meno il diritto agli arretrati.

In questo caso, infatti, se l'ISEE rientra nei limiti previsti, l'assegno sarà adeguato all'effettiva fascia economica della famiglia, ma soltanto dalla mensilità successiva alla presentazione della DSU, senza alcun ricalcolo per il periodo compreso tra marzo e giugno.

L'ISEE non è obbligatorio, ma fa la differenza

L'Assegno Unico spetta a tutte le famiglie con figli fiscalmente a carico fino al compimento dei 21 anni, indipendentemente dal possesso dell'ISEE.

Tuttavia, l'indicatore economico è determinante per stabilire l'importo dell'assegno. In assenza di un ISEE valido, infatti, l'INPS non può individuare la fascia reddituale del nucleo familiare e liquida automaticamente la misura minima prevista.

Presentare la DSU consente quindi di ottenere un importo commisurato alla reale situazione economica della famiglia.

Un esempio pratico

Immaginiamo una famiglia con due figli che abbia presentato domanda di Assegno Unico a marzo 2026 senza allegare un ISEE valido.

In questo caso l'INPS eroga l'importo minimo, pari a 58 euro mensili per ciascun figlio.

Se entro il 30 giugno la famiglia presenta un ISEE pari a 24.000 euro, l'importo spettante sale a circa 170 euro al mese per ciascun figlio.

Ciò significa che il nucleo avrebbe diritto a un'integrazione di 112 euro mensili per ogni figlio, pari a 224 euro complessivi al mese, con il riconoscimento degli arretrati maturati da marzo.

Se, invece, lo stesso ISEE venisse presentato dopo il 30 giugno, l'importo di 170 euro per figlio verrebbe riconosciuto solo dal mese di presentazione della DSU, senza il pagamento delle maggiorazioni relative ai mesi precedenti.

Per questo motivo, chi non ha ancora aggiornato il proprio ISEE dovrebbe provvedere entro il 30 giugno, così da non perdere gli arretrati spettanti.

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