Articoli filtrati per data: Luglio 2025

La legge di Bilancio 2025 ha esteso fino al terzo mese di congedo parentale il periodo indennizzato nella misura dell’80%. Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti con figli di età fino ai 12 anni hanno diritto a fruire di un periodo di congedo parentale, e quindi di assentarsi dal lavoro, per un periodo complessivo fino a un massimo – fra entrambi i genitori – di 11 mesi, sia in modalità continuativa che frazionata (è possibile frazionare il congedo anche in singole giornate o su base oraria).  

Per i lavoratori che hanno terminato il periodo di congedo di maternità o paternità entro il 31 dicembre 2024 i periodi di congedo parentale sono retribuiti nella seguente misura:  

– Dell’80% della retribuzione per i primi tre mesi di congedo se collocati entro il sesto anno di vita del bambino  

– Del 30% della retribuzione per gli ulteriori periodi fruibili complessivamente tra i due genitori 

Se il tuo congedo di maternità o paternità obbligatorio si è concluso dopo il 31 dicembre 2024 e stai organizzando il tuo rientro al lavoro considera che anche il terzo mese di congedo parentale, a patto che sia fruito entro il 6° anno di vita del figlio, sarà retribuito all’80%, mantenendo invece al 30% della retribuzione l’indennità corrisposta per gli ulteriori mesi fino al 12° anno di età del figlio.  

Il Patronato Acli è a tua disposizione per offrirti una informazione e assistenza personalizzata e aiutarti a verificare la tua situazione lavorativa e contrattuale. Puoi fissare un appuntamento in autonomia direttamente sul nostro sito, nella sezione Prenota il tuo Appuntamento 

Non esitare a contattarci per far valere i tuoi diritti.

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La stagione estiva comporta picchi di caldo soprattutto nelle ore centrali del giorno, creando disagi più o meno gravi, in particolare per chi soffre di patologie preesistenti; disagi che aumentano per gli anziani, i bambini e le donne in gravidanza.

Il ministero della salute ha elaborato e diffuso una serie di consigli pratici che possono essere utilizzati facilmente e prevenire così l’aggravarsi di situazioni che comportino l’accesso al pronto soccorso ospedaliero.

Un serie di accorgimenti riguarda l’ambiente di casa (attenzione a non esagerare con l’aria condizionata); anche gli animali domestici necessitano di specifiche cure perché il loro sistema di sudorazione per regolare la temperatura corporea è diverso da quello umano.

 

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Se lavori nel settore privato e hai un’invalidità riconosciuta dall’INPS di almeno l’80%, puoi andare in pensione anticipata. Devi avere 56 anni se sei donna o 61 anni se sei uomo, e almeno 20 anni di contributi versati.

Riguarda solo i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e ai fondi di previdenza sostitutivi con contribuzione al 31 dicembre 1995. Non è applicabile ai lavoratori autonomi o ai dipendenti pubblici.

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità inizia dal primo giorno del mese successivo alla finestra mobile di 12 mesi, una volta soddisfatti tutti i requisiti.

Dopo aver presentato la domanda all’INPS, sarai convocato per una visita medica dalle commissioni sanitarie dell’INPS, anche se sei già stato riconosciuto invalido civile. Il riconoscimento di invalidità civile serve solo come elemento di valutazione e non garantisce automaticamente il beneficio. Se l’INPS riconosce che la tua invalidità esisteva prima di aver raggiunto l’età richiesta, il beneficio decorre dal compimento dell’età. Se invece l’invalidità si verifica dopo, il beneficio decorre dal riconoscimento ufficiale.

Rivolgiti al Patronato Acli per una consulenza personalizzata. I nostri operatori ti assisteranno nella compilazione e invio telematico della domanda all’INPS, verificando la tua situazione e i tuoi diritti.

 

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Il decreto energia di recente approvazione stanzia € 2,85 miliardi: un aiuto concreto alle famiglie (5,5 milioni i nuclei familiari interessati), alle piccole e medie industrie e alle imprese “energivore” che consumano di più per i propri cicli produttivi.

Il bonus per le famiglie si articola in due fasce calcolate in base all’ISEE con un maggior contributo, diretto e tempestivo per le situazioni di maggior fragilità socioeconomica.

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