Articoli filtrati per data: Luglio 2021

 

Con il comunicato del 14 luglio, Cassacolf annuncia l’avvio del bonus colf e badanti e offre indicazioni su come funziona il rimborso destinato ai datori di lavoro non autosufficienti che si trovano nella necessità di essere aiutati in casa da un assistente familiare.

Il rimborso può arrivare a 3.600 euro complessivi e corrisponde a 300 euro al mese per un massimo di 12 mesi consecutivi.

La prestazione spetta al datore di lavoro iscritto alla Cassa che presenti, però, le seguenti caratteristiche:

  • una patologia certificata di non autosufficienza permanente;
  • il versamento di almeno un anno di contribuzione in favore della Cassa;
  • 67 anni compiuti al momento dell’iscrizione alla Cassa.

Cassacolf, per verificare la sussistenza di questi requisiti, incaricherà un medico con specifica esperienza che analizzerà le richieste.

Il medico incaricato si pronuncerà sulla base della documentazione allegata alla domanda che certifichi lo stato di non autosufficienza permanente del richiedente.

La Cassa potrà comunque richiedere la cartella clinica e ogni altra documentazione aggiuntiva in originale per provare la patologia.

In particolare, per non autosufficienza la Cassa intende uno stato d’incapacità fisica che impedisce di svolgere le semplici azioni di vita quotidiana, come ad esempio:

  • lavarsi;
  • vestirsi e svestirsi;
  • usare i servizi;
  • nutrirsi.

Per ciascuna di queste attività il medico valuterà il grado di autonomia assegnando un punteggio. Lo stato di non autosufficienza permanente viene riconosciuto quando la somma dei punteggi raggiunge almeno 40 punti.

Bonus colf e badanti: come richiedere il rimborso fino a 3.600 euro

Quando si sia verificata la perdita dell’autosufficienza in modo permanente, il richiedente o il suo rappresentante che vuole ottenere il bonus colf e badanti deve fare domanda per iscritto a Cassacolf e inviarla al seguente indirizzo di posta elettronica:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

All’istanza dovranno essere allegati i seguenti documenti:

  • il questionario di valutazione compilato dal medico curante che attesti la perdita di autosufficienza permanente integrato da una relazione medica sulle cause di tale perdita;
  • la documentazione in possesso del richiedente necessaria per la valutazione degli stati patologici da cui è affetto.

Dalla data di ricevimento di tale documentazione decorre il periodo di accertamento da parte di Cassacolf che, in ogni caso, non può superare i 60 giorni.

Ultimati i controlli, la Cassa comunica per iscritto al richiedente, se riconosce o meno lo stato di non autosufficienza permanente.

In caso di esito positivo della richiesta, il bonus verrà riconosciuto dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Nel link seguente si allega il modulo messo a disposizione da Cassacolf per compilare la domanda a cui è allegato anche il questionario di valutazione sulla non autosufficienza permanente che deve essere utilizzato dal medico curante.

 

ATTENZIONE: Se sono stati versati contributi contrattuali per 4 trimestri consecutivi e raggiunta la soglia minima di versamenti pari a € 25, il datore di lavoro avrà diritto alle seguenti prestazioni.

Si potranno verificare l’importi pagati di Cassacolf direttamente sui bollettini INPS 

L’importo pagato di Cassacolf  all'interno del Mav si trova associato al codice “F2”.

 

 
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- potrebbe essere OBBLIGATORIO presentare la dichiarazione dei redditi nei casi in cui l’eventuale CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI sia stata percepita non direttamente attraverso il datore di lavoro ma attraverso l’INPS o dall’FSBA (nel caso dei dipendenti delle imprese artigiane): in questo caso il lavoratore avrà 2 CU da conguagliare obbligatoriamente nel 730/2021;

- potrebbe essere CONVENIENTE nel caso di cui sopra presentare la dichiarazione dei redditi al CAF ACLI e non attraverso l’uso della precompilata dell’Agenzia delle Entrate in quanto in caso di periodi di lavoro “particolari” (sovrapposti, ecc.) nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate i GIORNI DI LAVORO NON VENGONO COMPILATI, circostanza che potrebbe fare perdere le detrazioni a favore del lavoratore dipendenti e i bonus fiscali (ex Renzi, trattamento integrativo);

- potrebbe essere COMUNQUE OBBLIGATORIO E/O CONVENIENTE presentare la dichiarazione dei redditi al CAF ACLI anche in assenza di cassa integrazione per verificare l’esatta attribuzione delle detrazioni e dei bonus fiscali in quanto da una parte dal 01/07/20 l’ex bonus fiscale Renzi da € 80 è divenuto pari ad € 100,00 e viene attribuito fino ad un reddito complessivo più alto (€ 28000,00) rispetto al limite precedente (€ 26600,00). Non solo: in ogni caso, superato questo limite, spetta, fino ad € 40000,00 di reddito complessivo, un’ulteriore detrazione di lavoro dipendente.

Occorre verificare se, nel passaggio dall’01/07/20 dal “vecchio” al “nuovo” bonus, queste detrazioni e/o bonus siano stati correttamente attribuiti.

Inoltre il decreto Rilancio ha introdotto un meccanismo di salvaguardia per i lavoratori i quali si sono visti diminuire gli importi percepiti a seguito della crisi economica determinata dal corona Virus: l’attribuzione dei Bonus fiscali spetta sulla base non del reddito effettivamente percepito, ma del reddito “potenziale” che sarebbe stato percepito se le ore lavorate non fossero effettivamente diminuite a causa della crisi economica.

Conviene sempre presentare le CU 2021 relative ai redditi percepiti nell’anno 2020 nei nostri uffici in modo da verificare l’eventuale obbligo e/o convenienza a presentare la dichiarazione dei redditi.

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A seguito della pandemia, lo smart working, ovvero la possibilità di lavorare da casa o in altro luogo che non sia quello professionale, è diventato in molti casi una modalità lavorativa sempre più frequente e diffusa. Con l’incremento del “lavoro agile”, sono aumentate anche le casistiche di infortunio legate a questa particolare condizione professionale.  

In quali casi è prevista la copertura 

Andrea (impiegato di un’azienda privata) e Clara (insegnante della scuola pubblica), durante lo svolgimento della loro attività lavorativa da casahanno subìto un infortunio. Andrea è caduto dalle scale mentre si recava in un’altra stanza a recuperare il caricabatterie del cellulare aziendale (necessario per le telefonate di lavoro che stava effettuando). Clara invece è inciampata mentre sistemava il pc per la didattica a distanza. Si sono entrambi rivolti al Patronato Acli per avere informazioni e per essere tutelati. La prima domanda che entrambi hanno posto è stata: ma è prevista la “copertura” dell’Inail dato che stavo lavorando da casa? 

Si. Il fatto di prestare la propria opera da casa, anziché in un ufficio o in un’aula scolastica, non fa venir meno la tutela prevista dalle leggi nei casi di infortunio. La normativa in materia definisce l’infortunio attraverso tre elementi: la causa violenta, l’occasione di lavoro e la lesione conseguente. Nel caso dello smart working diventa un po’ più complicato accertare l’elemento dell’occasione di lavoro, laddove con tale termine s’intende tutto ciò che riguarda direttamente le operazioni di lavoro, ma anche ciò che è obbligatoriamente connesso ad esse. Sono quindi esclusi dalla tutela gli infortuni che sono conseguenza di attività e comportamenti totalmente estranei all’attività lavorativa. 

 I nostri consigli 

Per questo motivo diventa fondamentale, in caso di infortunio durante lo smart working, documentare il più possibile la relazione diretta tra l’attività lavorativa che si stava svolgendo e la dinamica dell’infortunio (attività svolta al pc, chat di lavoro, telefonate di lavoro, in sostanza tutte quelle attività temporalmente concomitanti con l’evento). Inoltre, nel caso ci si debba recare al Pronto Soccorso è importante dichiarare ai sanitari preposti che l’infortunio è accaduto mentre si era in smart working.

Il Patronato Acli mette a disposizione la competenza dei propri operatori e dei propri medici-legali per tutta la tutela necessaria nei casi di infortunio sia che avvenga in smart working, sia che avvenga in modalità “tradizionale”!  

Massimo Calestani 

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Lunedì, 26 Luglio 2021 08:12

L’ auspicio di un‘estate serena

Coloro che hanno superato i quarant’ anni ricorderanno certamente le estati della loro infanzia: papà e mamma si alzavano al mattino presto per stivare in auto i bagagli per assicurare tutto il necessario per la tanto agognata vacanza, che generalmente non durava mai meno di quindici giorni Sin dal giorno prima noi ragazzi eravamo in fermento e già immaginavamo quali nuove amicizie avremmo fatto al mare od in montagna, quanti bagni di sole e tuffi nell’ acqua salata o lunghe passeggiate nella natura incontaminata. Il desiderio della vacanza si materializzava per tutto l’anno e con molti sacrifici la famiglia risparmiava per uno dei pochi momenti in cui anche un sano consumismo era consentito. A fare da sfondo in quelle estati indimenticabili era la musica dai juke box e l’immancabile Festivalbar, che sanciva la fine dell’estate ed il ritorno a scuola, dove condividevamo con i compagni le avventure della bella stagione. La socialità e la bellezza di incontrarsi erano così presenti tra le persone, che era normale ad esempio tra i ragazzi imbattersi in folte compagnie. Allora come oggi i problemi non mancavano, anzi erano maggiori di quelli attuali, ma prevaleva la speranza di futuro e la voglia di vivere in allegria. Oggi che sono un uomo maturo capisco quanto importante sia stato essere cresciuto in quel clima di fiducia e apertura verso gli altri e quanto sia necessario anche oggi riappropriarci della bellezza e della leggerezza, guardando un tramonto in vacanza o dal balcone di casa propria o cercando l’incontro con le persone e mettendo in secondo piano altre cose. Abbiamo bisogno tutti di un po’ di serenità e di pace interiore ed è ciò che vi auguro amici lettori.

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bonus sociali sui consumi domestici sono sconti applicati alle bollette delle famiglie che rientrano in determinati parametri di disagio economico certificati dall'indicatore ISEE.

I bonus sono di tre tipi:


Per ottenere uno o più bonus è fondamentale essere in possesso dell’attestazione ISEE al fine di verificare lo stato economico e patrimoniale del nucleo familiare richiedente.

Dal 1° gennaio 2021, per effetto delle novità introdotte dal DL 124/2019, non sarà più necessario presentare, oltre all’ISEE, la domanda specifica ai fini dei suddetti bonus; sarà dunque sufficiente la sola presenza dell’attestazione ISEE valida, a seguito della quale i bonus verranno riconosciuti automaticamente in bolletta da parte delle società fornitrici del servizio.

Dal primo luglio 2021, lo Stato concede in automatico meccanismi di compensazione (una sorta di sconto) della spesa sostenuta per le utenze domestiche.  

fornitori di energia elettrica, acqua e gas  dovranno applicare lo sconto nella prima bolletta utile successiva al 1° luglio, per un importo comprensivo di eventuali quote maturate nei sei mesi precedenti del 2021.

Le nostre sedi restano in ogni caso a disposizione per chiunque abbia bisogno di ottenere il calcolo dell’indicatore economico ISEE.

 

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Ogni anno l’INPS comunica i nuovi limiti di reddito e gli importi delle prestazioni relativi all’invalidità civile. Condizioni che quest’anno rimangono invariate rispetto al 2020, come vi spieghiamo nell’articolo.

L’assegno di invalidità civile è un’indennità economica riconosciuta a mutilati e invalidi civili, di età compresa tra i 18 anni e i 67 anni, con una invalidità compresa tra il 74% e il 99%.
Si tratta di un sostegno a carattere assistenziale, cioè indipendente da un rapporto assicurativo e contributivo del beneficiario, ma per ottenerlo è necessario comunque il rispetto di determinati requisiti di reddito.
Ne possono usufruire i cittadini italiani e i cittadini comunitari, residenti in Italia; i cittadini extracomunitari, purché legalmente soggiornanti sul territorio nazionale.
La prestazione è concessa per 13 mensilità, con decorrenza dal mese successivo alla presentazione della domanda, non è reversibile ed è pari a 286,81 euro al mese.
Per poter fare domanda di assegno di invalidità bisogna avere un reddito non superiore a 4.926,35 euro.
Nel calcolo sono considerati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef. Non rientrano quindi nella valutazione l’importo stesso dell’assegno mensile, le rendite INAIL, le pensioni di guerra.
Chi è nato all’estero deve inoltre dichiarare, con apposita documentazione proveniente dallo Stato estero di provenienza, la presenza o meno di redditi nel Paese d’origine.
La valutazione del reddito deve essere effettuata solo nei confronti del beneficiario della prestazione economica e nel suo computo è esclusa la casa di abitazione principale.

La pensione di invalidità civile è una prestazione economica per i mutilati e gli invalidi civili con un’età compresa tra i 18 anni e i 67 anni, a cui è riconosciuta un’invalidità pari al 100%.
Mantiene le stesse regole di erogabilità dell’assegno di invalidità, compreso l’importo, con la sola differenza che per la pensione di invalidità il reddito annuale deve essere nel limite dei 16.982,49€ lordi.
Questa misura è incompatibile con altre prestazioni assistenziali mentre è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, sempre nel rispetto del limite di reddito previsto per legge.
In entrambi i casi spetta fino al compimento dei 67 anni, requisito da adeguare alle speranze di vita. Raggiunto il limite di età, la prestazione si trasforma automaticamente in assegno sociale.

Gli operatori del Patronato Acli sono a tua disposizione per la presentazione della domanda e per tutte le informazioni necessarie. Prenota il tuo appuntamento oppure trova la sede a te più vicina, ti aspettiamo!

Fonte: Patronato Acli nazionale

Katia Marazzina

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