Articoli filtrati per data: Aprile 2021

Sono 4700 i posti di lavoro persi in provincia di Vicenza nell’ultimo trimestre. I dati di Veneto Lavoro, recentemente pubblicati, rispecchiano una pesante situazione che interessa l’intero territorio veneto, con Venezia e Verona, su base annua, che detengono il triste primato delle perdite dei posti di lavoro, con un bilancio negativo rispettivamente di 24000 e 10.300 posizioni di lavoro dipendente.

“I numeri snocciolati da Veneto Lavoro sono pesanti – commenta il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon – e non andrebbero considerati come unità, ma come persone che, avendo perso il lavoro, rendono spesso traballante una famiglia ed il suo sviluppo. Ed in molti casi si tratta di situazioni già complesse a seguito dell’aumento del costo della vita, di salari inadeguati e del crescente impatto delle spese quotidiane su un modesto budget”.

Il recente rapporto Istat sull’occupazione conferma la perdita di ben 945mila posti di lavoro, da inizio pandemia a febbraio 2021. A febbraio gli occupati erano 22.197.000, ovvero 945.000 in meno rispetto a febbraio 2020. Tasso di disoccupazione al 10,2%, al 31,6 quello dei giovani.

“Il Covid si è portato via molte persone – sottolinea il presidente Cavedon – ma ha anche segnato il futuro di migliaia di giovani, che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarne uno, in balia tra precariato, bonus insufficienti a vivere ed un futuro che non lascia intravvedere opportunità di impiego. Non è affatto migliore la prospettiva di chi ha superato i 50 anni e cerca di raggiungere la pensione con la stessa fatica di chi scala una vetta.

Le previsioni sono fortemente negative, ma la voglia di ripresa non manca. L’Istat stima per il secondo trimestre dell’anno una caduta di entità eccezionale per il Pil nazionale (-12,4%), che segue il già ampio calo del primo trimestre (-5,4%). Per il Veneto le stime per il 2020 parlano di un calo del 10,6% del Pil, in virtù del peso del settore turistico sull’economia regionale e di una maggiore apertura internazionale del manifatturiero veneto.

Le ACLI di Vicenza aps lanciano un forte appello al mondo politico ed agli imprenditori: “servono politiche di salvaguardia del lavoro, ma anche opportunità per le imprese che assumono – conclude il presidente Cavedon – in quanto solo in questo modo vedremo la luce in fondo al tunnel. Al contempo, però, ci appelliamo agli imprenditori, anche locali, che possono investire, affinché lo facciano guardando al futuro della nostra società. La preoccupazione per le famiglie è forte, perciò occorrono scelte lungimiranti e coraggiose, anche mettendo a disposizione di chi vuole intraprendere risorse a fondo perduto. Speriamo che il Recovery plan possa contribuire a ristabilire un equilibrio sociale ed economico fondamentale in un paese civile ed in cui la dignità della persona deve stare al primo posto”.

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Martedì, 27 Aprile 2021 08:05

Campagna fiscale CAF ACLI 2021

Al via la campagna fiscale 2021 col nuovo Modello 730! E sebbene siano quasi trent’anni che facciamo questo lavoro, puntualmente, quando si ricomincia, è un po’ come se fosse la prima volta. Nel 2021, però, non vogliamo solo esserci, ma come recita lo slogan del nostro nuovo spot vogliamo assolutamente spaccare! Fino al 30 settembre sarà una lunghissima cavalcata, durante la quale ci troverete al nostro posto, rispettosi in primis delle disposizioni di sicurezza anti Covid. Nelle nostre sedi CAF ACLI farà ciò che ha sempre fatto: aiutarvi a usufruire di tutte le agevolazioni che vi spettano, regolando la vostra posizione fiscale.

Diverse e significative le novità di questo modello 2021 in relazione all’anno 2020. In primis l’introduzione del Superbonus 110% che infatti, se ricordate, è valido per i lavori cosiddetti “trainanti” (leggi più info) le cui spese siano state effettuate a partire dal 1° luglio 2020. Vi è poi il debutto di un’altra importante detrazione (che gode anch’essa di una popolarità molto alta), ovvero il Bonus Facciate 90%, valido dal gennaio 2020 per i lavori di restauro delle parti esterne degli edifici visibili dalla strada (leggi più info).

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Per maggiori informazioni www.aclivicenza.it

 

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“Rattrista e preoccupa il ripetersi di episodi che colpiscono il volontariato autentico, che pone l’amore al di sopra di tutto. Sono numerosi i missionari, non solo vicentini, quotidianamente impegnati in luoghi disagiati e disperati, nel tentativo di portare un po’ di speranza, con il proprio amore, ed un’instancabile attività a favore dei più deboli. Colpire questi “angeli della solidarietà” significa minare il futuro di paesi lontani dallo sviluppo, dove appare difficile parlare di Stato di diritto, rispetto della vita umana e molto altro”. Con queste parole il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon, interviene a poche ore dall’efferato omicidio della missionaria laica scledense Nadia De Munari, misteriosamente assassinata in Perù. Episodio cui è seguito, proprio ieri, il ferimento di Padre Christian Carlassare, vescovo più giovane d’Italia, originario di Piovene Rocchette, ed impegnato in Sud Sudan.

Nadia De Munari è stata violentemente uccisa nel centro “Mamma mia” di Nuevo Chimbote, il quartier generale del massiccio dispositivo di volontariato che Operazione Mato Grosso gestisce in Perù. La parrocchia dove lavorava la cinquantenne missionaria dell’Alto Vicentino conta 100 mila abitanti, persone scese dalle Ande per cercare fortuna e sistemate in una specie di baraccopoli. La donna gestiva sei asili, quasi 600 bambini ed altrettante storie di disagio e povertà.

“Non possiamo dimenticare un’altra vittima, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso il 22 febbraio scorso – sottolinea il presidente Cavedon – assieme al carabiniere Vittorio Iacovacci ed al loro autista Mustapha Milambo, nella regione congolese del Nord Kivu, durante un sequestro finito in scontro armato”.

Le ACLI di Vicenza aps piangono queste persone, ma invitano i tanti volontari impegnati a non gettare la spugna. “Non dobbiamo arrenderci alla violenza – conclude il presidente Cavedon – perché la fede e l’amore sono più forti e contribuiscono a migliorare il nostro mondo, portando speranza anche dove sembra non esserci un domani. Dobbiamo continuare a sostenere l’azione di missionari e volontari che ogni giorno rischiano la propria vita non voltando le spalle a chi soffre, per tentare di offrire loro un’opportunità”.

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Non si può vivere in un paese senza conoscerlo. E sapersi destreggiare con la lingua locale è una delle prime esigenze per poter far parte di una comunità, senza sentirsi a disagio e sapendo entro quali confini è possibile agire nel rispetto delle norme.

“È proprio con questo spirito – spiega il presidente provinciale delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon – che abbiamo pensato ad un corso base di italiano per stranieri. L’integrazione è per la nostra Associazione una priorità, per combattere le disuguaglianze e consentire ad ogni persona di poter “competere” alla pari. Conoscere la lingua significa non provare disagio nel territorio in cui si vive, ma al contempo essere accolti ed accettati da chi lo vive. Parlare l’italiano, inoltre, consente agli stranieri che si trovano nel nostro Paese di destreggiarsi con le norme, non sempre semplici, che lo regolamento, così come con la burocrazia, dalla quale non si può prescindere”.

Le attività formative inizieranno a maggio 2011 e le iscrizioni sono già aperte (chiusura richieste entro il 23 aprile 2021). Per iscriversi o per ricevere informazioni sarà sufficiente inviare una mail con i propri dati, nome, cognome e telefono, all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Le lezioni si terranno il lunedì, mercoledì e giovedì, dalle ore 18 alle 20, al Centro parrocchiale di Ospedaletto, in via Girotti n. 6 a Vicenza.

L'iniziativa, realizzata in collaborazione con don Marco Bedin, parroco della Parrocchia di Ospedaletto, rientra nell’ambito del progetto "Le ACLI di Vicenza aps al servizio della rete dei propri circoli, delle persone e della comunità", finanziato con risorse del 5 per mille Irpef - anno 2018.

“Si tratta dell’ennesima iniziativa promossa dalle ACLI di Vicenza aps – conclude il presidente Cavedon – resa possibile grazie alle preziose risorse del 5 per mille Irpef. Realizzare queste attività è qualificante per l’Associazione, ma rappresenta anche il modo per restituire a chi dona il 5 per mille ciò che viene fatto per la comunità. Promuovere l’integrazione degli stranieri nel nostro territorio, infatti, è un atto di civiltà e di buon senso, nonché una scelta che guarda al futuro ed allo sviluppo della nostra rete sociale ed economica”.

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