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Martedì, 03 Agosto 2021 12:38

Qualità dell'aria e Viabilità: due indicatori importanti di città vivibili anche per gli anziani

 

La provincia vicentina si qualifica al penultimo gruppo per qualità dell’aria

Alcune indicazioni pratiche per limitare i pericoli dell’inquinamento ambientale

L'Obiettivo 11 di Sviluppo Sostenibile proposto dalla “Agenda ONU 2030”, si propone di “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”. Questo obiettivo considera ben 17 indicatori su vari aspetti della “vivibilità” nelle città, tra cui: la raccolta differenziata dei rifiuti, i trasporti e la viabilità, la copertura artificiale del suolo, la popolazione esposta a rischio frane e alluvioni e le violenze sessuali denunciate. Ma il maggior numero di indicatori riguarda la qualità dell’aria urbana misurata in numero di superamenti giornalieri e annuali delle concentrazioni di particelle PM 10 e 2,5, di Ossidi di azoto e numero giorni di superamento delle concentrazioni di Ozono che possono diventare un rischio per la salute dei cittadini.

Vi rimandiamo ai dati puntuali dei capoluoghi di provincia del Veneto consultando il sito di Veneto Sostenibile (https:// venetosostenibile.regione.veneto.it/dati-territoriali), che illustra e aggiorna anche la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Esaminando solo alcuni dei primi 7 indicatori che analizzano la qualità dell’aria che si respira nei nostri territori, riscontriamo la presenza eccessiva di sostanze che non sono proprio salutari per il nostro organismo, specialmente per i più fragili, bambini, anziani e i portatori di patologie croniche respiratorie e cardiovascolari. La nostra provincia, rispetto alle altre province italiane, viene classificata al penultimo gruppo (quello arancione, fra 91 e 97) soprattutto “per aver superato più volte il numero limite giornaliero previsto per le PM10”. L’importanza di questi dati ha spinto la Provincia di Vicenza a promuovere un “Patto dei Sindaci per la Qualità dell’Aria ” che ha lo scopo di "arrivare al 2030 con una diminuzione di particelle e di ossidi di almeno il 40%”. Sempre la Provincia ha anche il compito di analizzare le emissioni inquinanti, ripartite per settori economici, di tutti i 114 Comuni della Provincia, condividendone i risultati al pubblico. Chi fosse interessato ad approfondire l'analisi di alcuni dei dati, può consultare il video qui sotto, che offre un confronto dei dati tra 3 Comuni della Provincia con oltre 15 mila abitanti, dove si può leggere anche i dati di prevalenza delle diverse componenti – residenziale, veicolare, industriale, agricola – che causano l'inquinamento dell'aria.

Ma ora siamo in estate e l'argomento smog sembra quasi scomparso dall'attenzione dei media. Eppure è proprio d'estate che si verificano i picchi maggiori di un inquinante dell'aria particolarmente tossico e irritante per le alte e basse vie respiratorie in particolare di bambini e anziani. L' Ozono (O3) si produce dalla serie di reazioni che avvengono fra gli ossidi di azoto e gli idrocarburi incombusti, in presenza di luce solare (inquinanti secondari). L’insieme dei prodotti di queste reazioni viene definito smog fotochimico o smog estivo, una forma di inquinamento particolarmente dannosa. Congiuntiviti, riniti, laringiti, bronchiti e asma sono le manifestazioni cliniche più frequenti.

Ma sono ben documentati anche danni alle piante, diminuzione dell’assorbimento della CO2 con riduzione della fotosintesi, della riproduzione e della crescita.

Secondo gli ultimi dati ufficiali di Arpav (sul cui sito si possono trovare anche dati molto recenti relativi ai vari Comuni), il valore obiettivo per la protezione della salute umana, che equivale a 120 μg/m3 come massima giornaliera della media mobile 8 ore, a Vicenza città, nel 2019 è stato superato per 58 giorni nelle registrazioni delle centraline presso Quartiere Italia e per 53 giorni presso quelle dei Ferrovieri. La normativa prevede un massimo di 25 giorni di superamento, riferiti ad un anno, e calcolati come media sul triennio, a partire dal 2013, con riferimento al triennio 2010-2012. Dal calcolo della media dei superamenti riferita all’ultimo triennio 2016-2018, risultano rispettivamente 51 giorni presso Quartiere Italia e 55 giorni presso Ferrovieri, dati anche questi entrambi superiori al valore obiettivo di 25 superamenti/anno previsto dal D.Lgs. 155/2010

Vale pertanto la pena ricordare alcune precauzioni da adottare, soprattutto dalle persone anziane, proprio in queste settimane più calde dell'anno in cui le concentrazioni di ozono all'esterno delle abitazioni, sono più elevate:

- ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche della giornata, specialmente quelle del primo mattino;

- i bambini e gli anziani dovrebbero evitare di svolgere lavori o attività pesanti o passeggiate all'aperto e attività sportive tra le ore 11 e le 18;

- in ambiente urbano e nelle stesse ore di massima insolazione è opportuno, per tutti, evitare di svolgere attività fisiche molto intense all'aperto, oppure sostituirle con attività a bassa intensità, ad esempio camminare piuttosto che correre, pedalare lentamente in zone a bassa circolazione di traffico ed evitare in ogni caso inutili sforzi fisici.

 

Con riferimento agli altri indicatori dell'obiettivo 11, la viabilità, il traffico, i rifiuti e i rischi ambientali, questi ultimi non sono sufficientemente valutati, eppure possono nascondere rischi che periodicamente si concretizzano: pensiamo all’alluvione del 2010 ed altri  fenomeni estremi come le improvvise e ricorrenti “bombe d'acqua” che colpiscono con sempre  maggior gravità; non dimentichiamo neanche il rischio terremoto, soprattutto per porre l’accento sullo stato di manutenzione di molti edifici pubblici, in primis le scuole.

Il traffico sembra essere il principale imputato, e non solo come causa di inquinanti atmosferici ma anche come rischio di incolumità per pedoni soprattutto se anziani che vedono ridotte anche per questo le opportunità di muoversi fuori casa e mantenere attive  relazioni amicali e sociali.

Se da un lato è evidente che la prevenzione dei danni dovuti all'inquinamento dell'aria che in Italia sono causa ogni anno di circa 80 mila decessi, è necessario adottare strategie e politiche ambientali che vanno oltre le competenze delle amministrazioni locali: comuni e Regione potrebbero invece intervenire in modo significativo per rispondere ai bisogni della popolazione anziana e non solo di questa, per una città vivibile, agendo proprio sulle condizioni di mobilità. I quartieri dovrebbero essere dotati di linee di trasporto pubblico adeguate e ben connesse; abbordabili economicamente, affidabili e frequenti (compresi i servizi notturni e durante i fine settimana), in particolare per le destinazioni chiave come ospedali, presidi sanitari e amministrativi, parchi pubblici, centri commerciali, banche e centri per anziani; dotate di veicoli facilmente accessibili, con il pianale abbassabile, con scalino basso e con sedili ampi e alti, puliti e soggetti a una buona manutenzione, con indicazioni chiare del numero della linea e della destinazione; con servizi di trasporto specializzati per le persone disabili e con un numero di corse adeguato ad evitare il superaffollamento.

Strategie e scelte in un settore strategico per la vivibilità delle nostre città, non impossibili e che andrebbero a qualificare le politiche urbane dei Comuni e la vita degli anziani.

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