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Giovedì, 08 Ottobre 2020 12:39

Carlo Cavedon confermato alla guida delle Acli di Vicenza aps nel 75° di fondazione

Carlo Cavedon confermato ieri sera dal primo consiglio provinciale eletto alla guida delle Acli di Vicenza aps, che intendono rilanciare con forza l’azione associativa nei territori, a partire dai circoli, per contribuire a “fare insieme Comunità” ed a creare un domani migliore.

“Abbiamo bisogno di riprendere un’elaborazione culturale per trovare modalità più efficaci di azione sociale, che deve partire prima di tutto dall’ascolto e dall’analisi del contesto vicentino, mettendo al centro di tale ascolto i nostri Circoli, sentinelle privilegiate dei territori, con uno sguardo alle dinamiche nazionali e mondiali, per ridestare l’interesse sul “fare insieme Comunità”, per gridare con forza tutte le storture dell’oggi, al fine di creare un domani migliore”. Questo, in estrema sintesi, è l’impegno, che si legge nella mozione approvata dal 31° Congresso provinciale svoltosi a Bassano del Grappa il 27.09.2020, che la Acli di Vicenza aps andranno ad assumere per il prossimo mandato quadriennale.

Coinvolgente e partecipato il Congresso provinciale delle Acli di Vicenza aps, sul tema “Più eguali. Viviamo il presente costruiamo il domani. Oltre il localismo e il globalismo le Acli vicentine al servizio delle persone e delle comunità”, che ha visto in prima fila anche il presidente nazionale Roberto Rossini, e dal quale sono emersi numerosi spunti dalla relazione presentata dal presidente Cavedon ai delegati intervenuti da tutta la provincia di Vicenza. 

“La pandemia da Covid-19 sta mettendo a dura prova la tenuta sociale economica e democratica di tutti i Paesi, Italia compresa – spiega il presidente Cavedon – e si rende necessario un rinnovato e straordinario impegno delle istituzioni, degli organismi ed associazioni del mondo produttivo e del lavoro, perciò anche da parte delle Acli è atteso un nuovo slancio, contenuti ed obiettivi di presenza associativa”.

Occorre un rinnovamento ed un ripensamento nell’uso delle fonti energetiche. Si legge nella mozione congressuale: “L'impatto dell'azione dell'uomo sull'ambiente sta generando dinamiche “pericolose” per la sostenibilità del pianeta. Anche il nostro Veneto e la stessa provincia di Vicenza stanno soffrendo le conseguenze di uno sconsiderato sfruttamento del territorio e dell'inquinamento industriale. Attualmente sono stimate in 350.000 le persone contaminate da Pfas nelle provincie di Vicenza, Verona e Padova, sostanze che innalzano a dismisura i rischi per la salute, soprattutto dei più giovani”.

“Appare troppo lenta ed incerta la mobilitazione dei politici, a tutti i livelli, sul tema ambientale. Un tema – sottolinea il presidente Cavedon – che tutti, dalle Istituzioni, ai corpi intermedi, ai singoli cittadini dovranno sempre più considerare prioritario. In questo le giovani generazioni stanno prendendo coscienza e mobilitandosi con determinazione e siamo consapevoli che anche le Acli devono dare il loro apporto a questa battaglia”.

Covid-19, non si può abbassare la guardia. “La pandemia sta provocando pesanti problemi sanitari e richiede anche da parte dei cittadini responsabilità e rispetto delle misure di prevenzione sanitaria. Le conseguenze economiche e sociali che sta determinando – spiega il presidente Cavedon – sono molto pesanti ed interessano una larga fetta di popolazione, aggiungendosi alle disuguaglianze già presenti nel Paese”. 

L’appello alle istituzioni per i giovani. Le Acli vicentine manifestano una particolare preoccupazione per l'aumento dei disoccupati, soprattutto tra i giovani, le donne, i lavoratori a termine, nei settori del lavoro autonomo, del commercio, del turismo e nei servizi alla persona. 

“Vari studi documentano come il grado di percezione dei giovani sulle proprie prospettive di vita, sul proprio futuro lavorativo e sociale sia molto compromesso. Anche per questo le Acli vicentine – sottolinea il presidente Cavedon – rivolgono un appello, in particolare al Governo ed alle forze politiche, affinché non siano messi in campo interventi con fini assistenzialistici, ma atti ad intervenire e risolvere le cause più profonde delle vecchie e nuove povertà, per far sì che i giovani possano riscoprire nel lavoro una giusta dignità. Siamo orgogliosi di quanto Bene riusciamo a fare con il Patronato ed il Caf: spesso non ne diamo abbastanza risalto, ma vediamo molti nuovi poveri entrare nelle nostre sedi chiaramente preoccupati per un problema o un disagio, per esigere prestazioni e diritti previsti dalla normativa ed andarsene con sui loro volti espressioni di fiducia nel lavoro degli operatori e nella soluzione del proprio problema”.

Le richieste delle Acli di Vicenza aps. Dalla mozione congressuale emergono chiari i filoni sui quali le Acli chiedono un importante segnale di attenzione.

Serve una vera conversione ecologica: saranno necessarie politiche nazionali che accompagnino prima di tutto la società, l’economia e l’industria verso una transizione energetica a minore impatto ambientale.

C’è bisogno di ripensare e riqualificare il sistema formativo dotandolo di adeguati strumenti e tecnologie anche informatiche: questa pandemia ha avuto forse il merito di riportare il tema della scuola al centro del dibattito, sia per la sua funzione formativa ed educativa, sia come luogo di relazione interpersonale per i ragazzi. 

È arrivata l’ora di una riforma fiscale complessiva ed organica, sia in un’ottica di giustizia sociale che in un’ottica di sostenibilità, se non si vuole essere costretti ad abbandonare gli attuali sistemi di welfare e con un’attenzione particolare ai giovani ed alle giovani donne.

Sono necessarie politiche efficienti sia a livello governativo che regionale sull’invecchiamento attivo, sul diritto alla salute di tutti e sulle condizioni di vita degli anziani e delle persone con fragilità, soprattutto per la fase di non autosufficienza.

“Le nostre Acli hanno la caratteristica di essere un’associazione popolare – conclude il presidente Cavedon – composta da laici che vivono le proprie Comunità di riferimento, che si spendono in prima persona per un’azione sociale che è sempre più necessaria: organizzare momenti formativi rivolti ai cittadini, interloquire con le Istituzioni per cercare di portare istanze che altrimenti non sarebbero prese in considerazione, impegnarsi nel dibattito politico in modo costruttivo, contrastare le vecchie e le nuove povertà, ascoltare chi non ha punti di riferimento e si sente spaesato nella complessità dell’odierna società”.

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