• Home
  • Notizie
  • Le Acli sulle Elezioni amministrative ed europee di domenica 26 maggio
Martedì, 21 Maggio 2019 12:37

Le Acli sulle Elezioni amministrative ed europee di domenica 26 maggio

Nei prossimi giorni migliaia di vicentini saranno chiamati ad esprimere il proprio voto per rinnovare molte amministrazioni comunali ed il Parlamento europeo. In tutto il Veneto saranno 321 su un totale di 563 i Comuni che domenica 26 maggio vedranno rinnovata la propria composizione.
Italia ed Europa ancora insieme. “Dobbiamo chiederci se far parte dell'Unione Europea è un fattore che penalizza l'Italia o che, piuttosto, la rafforza. Dal trattato di Roma del 1957 ad oggi – spiega il presidente provinciale delle Acli di Vicenza, Carlo Cavedon – il percorso europeo ha avuto diversi momenti di crisi, ai quali si è sempre reagito alzando l'asticella dell'integrazione economica e politica: l'ultimo passo significativo è stato la creazione di una moneta unica, l'Euro”.
Le difficoltà legate all’Euro. “La crisi finanziaria che dal 2008 ha colpito anche il nostro Paese – prosegue Cavedon – ha innescato un pericoloso processo di storture politiche e di sfiducia tra i cittadini, evidenziando una netta spaccatura tra i paesi del centro-nord Europa e quelli mediterranei. Se a tali criticità aggiungiamo la gestione delle dinamiche migratorie, l'imposizione di politiche economiche restrittive o le diversità in ambito di politica estera nazionali, ci accorgiamo come a questa Unione manchi parecchia strada per crescere in stabilità, credibilità e fiducia”.
Non si può tornare indietro. “Uscire dall'Euro o dalla stessa UE – aggiunge Cavedon – sarebbe controproducente: si pensi alla difficoltà che sta incontrando la Gran Bretagna, che tuttavia aveva un livello di vincoli europei inferiore rispetto all'Italia. La nostra Nazione non può delegare ad altri la risoluzione di problemi che da sempre ci caratterizzano, come l'elevato debito pubblico, la bassa produttività o un elevato livello di corruzione: dobbiamo distinguere le colpe nostre da quelle dell'UE”.
Occorre avere il coraggio di fare un balzo in avanti. “Aumentare l'integrazione fiscale, creare un'unione bancaria, scardinare l'attuale metodo decisionale intergovernativo dando maggiore potere al Parlamento europeo e prevedere la nascita di un esercito comune – sottolinea Cavedon – sono solo alcune delle riforme indispensabili per uscire da questa empasse. I prossimi parlamentari europei dovranno affrontare sfide difficili e complicate: certezze non ce ne sono ed ogni scelta comporta sempre contropartite o cessione di sovranità nazionale. Fondamentale sarà, tuttavia, avere come obiettivo un'Europa dove le disuguaglianze diminuiscano, le diversità nazionali e culturali si sentano accolte e la salvaguardia dell'ambiente venga posta al centro di tutte le politiche economiche e sociali. Tali obiettivi sono parimenti da sottoporre ai politici che da lunedì prossimo avranno il compito di amministrare i quasi 4.000 comuni che saranno rinnovati in tutta Italia, di cui 85 vicentini”.
L’impegno che le Acli vicentine chiedono. “Agire per rendere le comunità locali luoghi di sussidiarietà è fondamentale: un pensiero politico che veda la paura del diverso e l'egocentrismo come basi fondanti della convivenza non può che essere un approccio che aumenta le disuguaglianze, inasprisce le tensioni sociali e rende meno vivibile il territorio. Partendo dai piccoli Comuni, fino all'Unione Europea – conclude il presidente provinciale delle Acli di Vicenza – auspichiamo possa essere una competizione elettorale che dia uno slancio proattivo all'azione politica  e che rinnovi l'interesse dei cittadini ad essere maggiormente partecipi, sia in termini culturali che pratici, alle sfide a cui la nostra Società è chiamata”.

Letto 233 volte