In Italia sono quasi 8 milioni le persone - familiari o amici - che forniscono cura a persone care disabili o non autosufficienti. Di queste, 2,3 milioni lo fanno per oltre 20 ore settimanali, e due terzi non vivono nemmeno nella stessa abitazione. Un universo spesso non conosciuto dai servizi e poco ascoltato nei suoi bisogni, eppure essenziale per garantire l’assistenza quotidiana a circa 4 milioni di persone non autosufficienti, con un carico di cura che ha un costo altissimo: problemi di salute, perdita del lavoro, isolamento sociale, impoverimento.
Il caregiver spesso si chiude in sé stesso, in una condizione insostenibile per l’intera società. Il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza ha lanciato un appello (https://www.pattononautosufficienza.it/documenti_e_news/appello-del-patto-peril-sostegno-ai-caregiver-familiari-e-la-piena-attuazione-della-legge-33/) per riconoscere e sostenere i caregiver familiari, chiedendo un’urgente e piena attuazione della Legge 33/2023.
Un riconoscimento che passa soprattutto da supporti strutturali coerenti con i bisogni della persona assistita, prendendo in considerazione interventi e servizi mirati a prevenire il burn out e l’esaurimento. Quindi informazione, formazione, sostegno psicologico, attività di sollievo e strumenti per la conciliazione di studio e di lavoro. Nel Veneto durante il 2024 è stato presentato in Consiglio Regionale un Progetto di Legge, il numero 303, recante “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura e assistenza)”.
Alla data odierna non risulta sia stato trasformato in legge, anche se dal 2021 ogni anno ci sono delle Delibere della Giunta Regionale che definiscono indirizzi per la programmazione regionale di interventi simili, tra i quali si ricordano: ⁃ Contributi economici mensili destinati ai caregiver che assistono persone con disabilità gravissima.
L’importo può variare, ad esempio tra 400€ e 706€ mensili, previa valutazione della UVMD (Unità Valutativa MultiDimensionale) e su base di graduatorie sociali;
⁃ Interventi di sollievo per il caregiver, spesso cumulabili con altre prestazioni di cura domiciliare già previste dalla Regione;
⁃ Formazione, supporto psicologico, accompagnamento sociale e servizi di orientamento per prevenire il rischio di burn out del caregiver, promossi anche attraverso i distretti sociosanitari delle ULSS.
Sul tema insistono anche finanziamenti nazionali e regionali identificati come “Fondo Caregiver Familiare”, per interventi di sostegno e di sollievo e anche semplificazioni amministrative per la richiesta di contributi per l’accesso prioritario a strutture e servizi residenziali.