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Lunedì, 25 Luglio 2022 08:44

Le ACLI di Vicenza aps dalla parte dei più fragili, al fianco della Fondazione Oic Onlus

Gli anziani sono tra i soggetti fragili della società. La loro voce è flebile e, specie quando divengono ospiti di una struttura protetta, si tende a considerarli non più parte della società.

Le ACLI di Vicenza aps, da sempre dalla parte delle persone fragili ed inascoltate, non potevano certo restare insensibili di fronte a questa situazione. Una condizione, peraltro, pienamente condivisa dalla Fap Acli, la Federazione anziani e pensionati delle Acli di Vicenza, che soprattutto a seguito del Covid-19 ha attivato una serie di iniziative concrete volte a ridurre gli effetti che la pandemia ha determinato sulla popolazione anziana residente nel Vicentino.

In questo contesto nasce la collaborazione strategica che le ACLI di Vicenza aps hanno deciso di instaurare con la Fondazione Opera immacolata concezione Onlus, frutto delle preziose risorse del 5 per mille dell’Irpef destinato dai cittadini proprio all’Associazione vicentina.

Un progetto condiviso tra ACLI di Vicenza aps e Fondazione Opera immacolata concezione Onlus, che ha portato alla donazione di materiali fondamentali per la quotidiana attività delle tre strutture vicentine della Fondazione: Centro servizi San Giovanni in Monte di Barbarano Vicentino, Centro servizi Guido Negri di Thiene e Centro servizi Giovanna Maria Bonomo di Asiago, per oltre 24mila euro.
“Questa donazione ci inorgoglisce – commenta il presidente delle ACLI di Vicenza aps, Carlo Cavedon – in quanto risponde pienamente alla mission aclista di stare dalla parte dei più deboli, nel caso specifico delle persone fragili. Tanto più che i materiali consegnati ai tre Centri servizi della Fondazione Opera immacolata concezione Onlus sono frutto delle risorse del 5 per mille dell’Irpef – annualità 2020 destinato dai cittadini alla nostra Associazione”.

Dalla parte degli anziani, dunque, ma anche di chi opera concretamente nel territorio per contrastare la loro emarginazione. “Condividiamo pienamente l’iniziativa portata avanti dalle ACLI di Vicenza aps – sottolinea il segretario provinciale della Fap Acli di Vicenza, Andrea Luzi – in quanto riteniamo che i Centri servizi della Fondazione Opera immacolata concezione Onlus rispondano alla duplice esigenza di assistere gli anziani non più autosufficienti, ma al contempo di contrastare quel triste fenomeno, che è la solitudine, nei casi più gravi la depressione, particolarmente acuito dalla pandemia da Covid-19”.

Soddisfazione per la collaborazione anche da parte della Fondazione Opera immacolata concezione Onlus che, come osserva il direttore generale Fabio Toso: “Fin dalle sue origini, quasi settant’anni fa, è unita da un filo rosso alle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani. Non solo perché, la sig.na Nella Berto (nostra fondatrice insieme a don Antonio Varotto e al prof. Angelo Ferro) nel 1950, poco più che ventenne, iniziò a lavorare nella vostra sede padovana. Qui nell’estate del 1955 conobbe don Antonio Varotto e con lui iniziò a progettare quella che oggi è una Fondazione con dodici sedi tra Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Ma, anche, perché la nostra Fondazione, come le Acli, si fonda sul Messaggio Evangelico e sull’insegnamento della Chiesa. Da sempre promuoviamo azioni che assicurino uno sviluppo integrato di tutti i nostri professionisti che provengono da ben 30 paesi diversi. La cooperazione fra culture ed etnie diverse è una ricchezza per i nostri ospiti e per tutta la nostra realtà”.

Dal canto loro Paola Merlin, direttrice dei Centri servizi della Fondazione Opera immacolata concezione Onlus di San Giovanni in Monte e Guido Negri e Sonia Cavallo, direttrice Centro servizi Giovanna Maria Bonomo concludono con: “un sentito ringraziamento alle Acli di Vicenza aps per l’importante donazione. Gli strumenti donati contribuiranno a migliorare la cura prestata ai nostri ospiti, quindi la qualità di vita e il benessere della persona. Da sempre nei nostri centri servizi operiamo mettendo al centro l’ospite ritenendo che, dopo aver dedicato la sua vita al lavoro, alla famiglia e alla società sia meritevole di assistenza amorevole secondo il precetto dell’ «ama il prossimo tuo come te stesso".

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