Stampa questa pagina
Lunedì, 30 Maggio 2022 07:41

Bonus 200 euro a luglio: ecco chi entra e chi resta fuori

Ai fini del Bonus 200 euro, che verrà erogato in linea di massima nel periodo di luglio (per lo meno a luglio lo riceveranno dipendenti e pensionati), varranno regole differenti in base alla categoria di cui si fa parte. Sull’indennità una tantum introdotta dal Decreto Aiuti 50/2022 ci stiamo facendo adesso un’idea più precisa dopo la pubblicazione del testo normativo in Gazzetta Ufficiale.

Di sicuro, l’aspetto che maggiormente salta all’occhio rispetto alle bozze del testo che erano circolate, è l’eliminazione del criterio “reddituale” - a vantaggio di un criterio “contributivo” - per tracciare il confine tra aventi e non aventi diritto nell’ambito dei lavoratori dipendenti; criterio reddituale che invece il legislatore ha deciso di mantenere per la categoria dei pensionati.

Quanto invece agli autonomi, il decreto non stabilisce nessun indirizzo specifico di erogazione, ma demanda a un successivo decreto – di concerto fra i dicasteri di Lavoro e Finanza – il compito di tracciare le regole operative per la concessione dell’indennità.

C’è poi tutto l’ampio comparto delle “altre categorie di soggetti” non classificabili come dipendenti o pensionati, e tantomeno come autonomi, che in ogni caso saranno destinatarie del bonus, e per le quali varranno regole ancora diverse avendo come riferimento l’INPS.

Vediamo allora com’è stata disciplinata l’indennità una tantum di 200 euro all’indirizzo delle seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti;
  • pensionati;
  • lavoratori autonomi;
  • altre categorie: disoccupati, lavoratori domestici, percettori di Reddito di Cittadinanza.

 
Lavoratori dipendenti
Come accennavamo, rispetto a quanto era emerso dalle bozze del decreto prima che fosse pubblicato in Gazzetta, la differenza sostanziale sta nella scelta di un criterio “contributivo” anziché “reddituale” per delimitare il diritto all’indennità. Posto che il lavoratore, se in possesso dei requisiti, si ritroverà automaticamente questi 200 euro “caricati” sulla busta paga di luglio (quindi in buona sostanza non dovrà richiederli), quel che va rimarcato è appunto il criterio selettivo di stampo contributivo opzionato dal legislatore.

Praticamente, per stabilire chi avrà diritto ai 200 euro, non verrà verificato il superamento dei 35.000 euro di reddito nel 2021, piuttosto se il lavoratore (che comunque non deve percepire alcun trattamento pensionistico) abbia beneficiato “per almeno una mensilità nel primo quadrimestre dell’anno 2022” dell’esonero contributivo pari allo 0,8% “sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore”. Tale esonero è oltretutto riconosciuto a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l'importo di 2.692 euro.

In parole povere il lavoratore dovrà andare a “spulciarsi” le buste paga del periodo gennaio-aprile 2022 e controllare se la suddetta riduzione contributiva dello 0,8% abbia avuto luogo in almeno una di quelle quattro buste paga: se la risposta sarà sì, allora si potrà beneficiare dei 200 euro sulla busta paga del prossimo luglio.

Pensionati
Anche per loro non ci sarà bisogno di fare domanda: sarà l’INPS, infatti, previa verifica dei requisiti, a versare d’ufficio l’indennità di 200 euro sulla mensilità pensionistica di luglio. E a proposito di requisiti, per i pensionati è stato invece mantenuto il tetto dei 35.000 euro annui di reddito quale discrimine fra aventi e non aventi diritto. Tale somma va intesa quale “reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, per l’anno 2021”; quindi temporalmente si tratta del reddito totalizzato dal pensionato nel 2021 e riportato nelle CU INPS 2022, considerando inoltre che non vanno inclusi nel cumulo dei 35.000 euro alcune eventuali fonti di reddito quali “i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata”.

Lavoratori autonomi
È la categoria della quale si sa meno perché il legislatore – oltre a stanziare una dotazione finanziaria di 500 milioni per “coprire” l’erogazione del bonus – non ha di fatto delineato nessun identikit riguardo a coloro che ne avranno diritto, derogando anzi ai dicasteri di Economia e Lavoro l’adozione, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Aiuti, di un provvedimento attuativo ove siano “definiti i criteri e le modalità per la concessione dell'indennità”. È certo in ogni caso che il bonus andrà a esaurimento, essendo appunto finanziato da un Fondo limitato a 500 mln; quindi, a parità di requisiti, anche il fattore tempo con cui i papabili beneficiari faranno domanda potrebbe rivelarsi decisivo.

Lavoratori domestici, disoccupati, percettori di Reddito di Cittadinanza e altri.
Per quanto riguarda i lavoratori domestici, ai fini del bonus viene indicato come unico requisito la presenza “di uno o più rapporti di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto”: cioè al 18 maggio 2022 (pubblicazione in GU del Dl Aiuti) il lavoratore domestico deve avere almeno un contratto in essere presso una famiglia, in virtù del quale potrà poi fare domanda per ricevere il versamento dei 200 euro (domanda che andrà fatta tramite INPS o Patronato).

Vi è poi tutta una serie di soggetti che dovranno fare domanda per ricevere i 200 euro:

  • percettori dell’indennità di disoccupazione Naspi;
  • lavoratori che percepiscono l’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2021;
  • titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti, nonché iscritti alla Gestione Separata, il cui reddito derivante dai suddetti rapporti non sia superiore a 35.000 euro per l'anno 2021;
  • lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport;
  • lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate percependo un reddito, derivante dai suddetti rapporti, non superiore a 35.000 euro;
  • gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati con un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro;
  • gli incaricati alle vendite a domicilio con reddito derivante dalle medesime attività, nell'anno 2021, superiore a 5.000 euro, titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti.

 
Nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza
Anche loro potrebbero rientrare fra i destinatari del bonus, che in questo caso verrebbe erogato unitamente alla rata mensile del RdC, ma ad una condizione: ovvero che sussista la compatibilità fra i due benefici, cioè in pratica l’INPS controllerà che nessuno dei componenti del nucleo (già percettore del RdC) sia al tempo stesso destinatario del bonus 200 euro in qualità di dipendente, pensionato, autonomo, disoccupato, ecc.

fonte www.caf.acli.it

Letto 4449 volte